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Bollette, per il gas aumento del 5% a novembre anziché del 70%: la luce giù a gennaio

2 Novembre 2022 10:52 - Pubblicato da Lascia il tuo commento

Bollette, per il gas aumento del 5% a Novembre anzichè del 70%

Caro bollette, in arrivo ancora qualche buona notizia. Mentre il prezzo del gas continua a scendere, il conto del mese di ottobre per gli italiani potrebbe non essere così salato come ci si aspettava. Se è vero che una discesa delle tariffe del gas era prevista, è arrivata anche la stima di Nomisma Energia, che prevede che nelle bollette di novembre (relative ai consumi di ottobre) l’aumento del gas si attesterà intorno al 5% e non al 70% come era stato previsto a settembre. Il motivo? La svolta è anche legata alla novità delle revisioni a cadenza mensile e non più trimestrale delle tariffe, introdotta proprio dall’Arera nel luglio scorso. Per la luce invece, le bollette cominceranno a scendere solo da gennaio.

Come cambia il conteggio

Ha spiegato il presidente di Nomisma, Davide Tabarelli, in vista della comunicazione, giovedì prossimo della comunicazione della tariffa per le famiglie del mercato tutelato da parte dell’Autorità per l’energia (Arera) che «questo mese l’aggiornamento tariffario diventa mensile anziché trimestrale e se l’aggiornamento fosse stato fatto con il vecchio meccanismo a fine settembre avremmo avuto un aumento anche del 200%».
Il computo è valido per le famiglie che sono ancora nelle condizioni di tutela, ovvero circa 7,3 milioni di clienti domestici, su un totale di 20,4 milioni, il 35,6% circa. «Quella dell’Arera è stata una scelta azzeccata, forzata dal cataclisma che è arrivato dai mercati e dall’esigenza dell’Autorità di intervenire», ha continuato Tabarelli.
Il nuovo meccanismo entra in vigore proprio mentre c’è il calo del prezzo del gas. «Se avesse ritardato di un trimestre, dal primo gennaio sulle bollette avremmo avuto una catastrofe – prosegue il presidente -. Se avessimo lasciato il meccanismo precedente, in vigore dal 2013, avremmo avuto un balzo del 200% ma sarebbe stato deciso a fine settembre, come è avvenuto per l’aumento del 59% dell’elettricità».

Per la luce si deve aspettare gennaio

Le disposizioni per il gas cioè l’aggiornamento mensile anziché trimestrale della tariffa, «teoricamente si potrebbero applicare anche all’elettricità, peccato che non è stato fatto – dice Tabarelli-; se l’avessimo fatto per la luce avremmo già avuto dei cali in bolletta invece dobbiamo aspettare gennaio e sperare che siano sempre bassi i prezzi. Ora stiamo pagando una tariffa di 66 centesimi per kw/h mentre i prezzi vedono qualcosa di più basso di almeno 10-15%».
La modifica dell’aggiornamento mensile della tariffa gas «è stata fatta soprattutto per i venditori sul mercato libero perché era quello con maggiore instabilità. È stato un primo passaggio, un primo cedimento alle richieste dei venditori che stavano fallendo ma purtroppo stanno fallendo comunque. Credo che sull’elettricità fosse meno urgente ma sarebbe il caso di pensarci – suggerisce Tabarelli – Si può fare, poi bisognerà vedere se ci sarà un rimbalzo e allora si rivelerà contro i consumatori. Razionalmente – riflette – è più probabile che i prezzi rimangano a questi livelli, ma ci siamo sbagliati già diverse volte nei passati mesi perché questi livelli sono assurdi».


Bonus bollette 2022: tutte le novità per famiglie e imprese

5 Ottobre 2022 12:04 - Pubblicato da Lascia il tuo commento

Bonus bollette 2022: tutte le novità per famiglie e imprese

Nel 2022 a famiglie e imprese viene riconosciuto in automatico il bonus bollette 2022, la riduzione delle spese in bolletta su luce e gas contro l’impennata dei prezzi dell’energia.

La misura è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2022, più volte rimaneggiata e prorogata di tre mesi in tre mesi, e comprendo non solo lo sconto in bolletta ma anche altre agevolazioni fiscali e rateizzazione. Attualmente, grazie al Decreto Aiuti Bis, il bonus su luce e gas è attivo fino al quarto trimestre del 2022, quindi fino al 31 dicembre 2022.

BONUS BOLLETTE 2022, COS’È

Il bonus bollette 2022 è un aiuto economico fornito alle famiglie (utenti domestici) e alle imprese (utenti non domestici) in difficoltà a causa del caro prezzo su luce e gas naturale. Con questo termine, infatti, si intende l’insieme delle misure messe in campo dal Governo per contrastare i rincari energia, ovvero:

  • potenziamento del bonus sociale luce e gas per gli utenti domestici che vertono in condizioni svantaggiate;
  • riduzione dell’IVA al 5% sul gas sia per le famiglie che per le imprese;
  • azzeramento degli oneri generali di sistema per le utenze a bassa tensione (fino a 16,5 KW);
  • la possibilità di pagare le bollette in 10 rate, ma solo per quelle emesse dal 1° gennaio al 30 giugno 2022 (prima il termine previsto dalla Legge di Bilancio 2022 era il il 30 aprile, differito dal Decreto Energia 2022).

A CHI SPETTA IL BONUS BOLLETTE 2022

Sono diversi i beneficiari delle misure contro il caro energia che si distinguono in base alla tipologia di agevolazione. Innanzitutto, chi ha diritto al bonus sociale luce e gas 2022? Il bonus sociale, che fa parte delle agevolazioni citate rientranti nel bonus bollette 2022, spetta ai soli utenti domestici in difficoltà, ovvero:

  • i nuclei con un ISEE al di sotto dei 12.000 euro (ricordiamo che per il primo trimestre la soglia ISEE era 8.265 euro, poi innalzata dal secondo trimestre 2022 in poi);
  • i nuclei numerosi con un ISEE di 20.000 euro annui e almeno 4 figli;
  • i beneficiari del Reddito di Cittadinanza o pensione di cittadinanza;
  • gli utenti in condizioni di salute precarie che utilizzano apparecchiature elettromedicali.

Il Decreto Aiuti Bis ha incluso, dal 1° gennaio 2023, anche nei clienti “vulnerabili” anche le persone con più di 75 anni, pensionati e non, e chi ha utenze nelle isole minori non interconnesse o in abitazioni di emergenza dopo una calamità.

A QUANTO AMMONTA IL BONUS BOLLETTE 2022

1) IMPORTO BONUS SOCIALE ELETTRICO

Per il bonus elettricità, quindi solo per la fornitura dell’elettricità e non del gas, i valori in vigore per il III trimestre 2022 forniti dall’ARERA (si attendono quelli per il IV trimestre) sono:

  • 142,60 euro per una famiglia che abbia 1 o 2 componenti (al mese 46,50 euro);
  • 172, 04 euro per una famiglia fino a 4 componenti (al mese 56,10 euro);
  • 201, 48 euro per una famiglia con più di 4 componenti (al mese 65,70 euro).

I valori sono comprensivi anche della cosiddetta CCI, la componente integrativa temporanea prevista per il II trimestre 2022, un “extrabonus” per il trimestre in corso che va a compensare lo sconto riconosciuto nel trimestre precedente.

2) IMPORTO BONUS SOCIALE GAS

Per quanto riguarda il bonus gas invece, gli importi scontati per acqua calda, sanitaria, uso cottura e riscaldamento oscillano in base alle zone climatiche e variano molto di periodo in periodo perché tengono conto della stagionalità. Per il terzo trimestre, periodo estivo da luglio a settembre 2022, gli importi oscillano:

  • per le famiglie fino a 4 componenti da uno sconto minimo di 38 euro (Sicilia e Reggio Calabria) fino ad un massimo di 91 euro (Veneto e Piemonte);
  • per le famiglie con più di 4 componenti da un minimo di 57 euro (Sicilia e Reggio Calabria) per acqua calda sanitaria, uso cottura e riscaldamento fino a 134 euro per Veneto e Piemonte.

Anche in questo caso è stata sommata anche la Componente integrativa temporanea per il gas (CCG).


Quota 100, 380mila pensionati dal 2019. Età media 63 anni, anzianità contributi 39,6 anni

7 Settembre 2022 10:26 - Pubblicato da Lascia il tuo commento

Quota 100, 380mila pensionati dal 2019. Età media 63 anni, anzianità contributi 39,6 anni

È tempo di bilanci per Quota 100. A tre anni dalla sua entrata in vigore, l’Inps ha tracciato un primo quadro sui pensionamenti avvenuti in questo regime. Al 31 dicembre 2021, le domande ricevute dall’ente previdenziale hanno toccato quota 482mila. Di queste, poco meno di 380mila sono state accolte (il 79% del totale), 39mila risultano giacenti (8% del totale) e 63mila sono invece state respinte (13%)

Nello specifico, sono in tutto 379.860 gli italiani andati in pensione con Quota 100. In prevalenza, emerge dall’analisi, si tratta di uomini: più dei due terzi è di genere maschile. La gestione di liquidazione proviene dal lavoro subordinato privato per il 49% dei casi, dal lavoro dipendente pubblico nel 31% e dal lavoro autonomo per circa il 20%. Guardando all’anno di decorrenza, il 40% è entrato in questo regime nel suo anno di debutto, il 2019. I numeri sono andati poi a calare, fissandosi al 30% nel 2020, al 29% nel 2021 e all’1% dopo il 2021

L’81% degli ammessi a Quota 100 è entrato in questo regime dallo stato di lavoratore attivo: 178mila italiani dal settore del privato e 129mila da quello pubblico. Poco meno del 9% è entrato in Quota 100 dallo stato di ‘silente’, poco più dell’8% da quello di percettore di prestazioni di sostegno al reddito e poco più del 2% dalla prosecuzione volontaria di contribuzione. Dall’analisi Inps emergono differenze anche per quanto riguarda la collocazione geografica dei pensionati con Quota 100

In valori assoluti, a ricevere la pensione con questo regime sono più che altro i cittadini del Nord Italia. Meno quelli del Sud, e ancora meno chi vive al Centro. Se invece si guarda all’incidenza percentuale – prendendo come base l’occupazione o il flusso medio di uscite dal lavoro per pensionamento anticipato – è il Mezzogiorno ad aver raccolto più pensionati con Quota 100, seguito dal Centro e poi dalle regioni settentrionali

L’età media alla decorrenza in questi tre anni si è assestata poco sopra i 63 anni. L’anzianità contributiva media è invece di 39,6 anni. La tendenza osservata dall’Inps è quella di lasciare il lavoro alla prima occasione utile, cioè al raggiungimento di almeno uno dei requisiti di età e del livello minimo di anzianità. Il rapporto tra anticipo effettivo e massimo, ossia quello corrispondente all’utilizzo di Quota 100 non appena possibile, supera in media di poco il 90% per buona parte degli utilizzatori  

L’anticipo mediamente più vicino rispetto ai requisiti ordinari è di 2 anni e 3 mesi. Non è un dettaglio di poco conto, perché l’anticipo va a incidere in modo significativo sul valore dell’assegno ricevuto, riducendolo del 4,5% per ogni anno di anticipo per i lavoratori autonomi, del 3,8% per i dipendenti privati e del 5,2% per i dipendenti pubblici. Per anticipi fino a un anno, la riduzione percentuale è calcolata rispetto all’importo medio della pensione anticipata nel 2018