Pensioni, anche con Quota 103 non sale l’età effettiva degli assegni anticipati.

16 Febbraio 2024

Dall’ultimo monitoraggio Inps emerge che al 1° gennaio 2024 la soglia effettiva è rimasta ferma a 62,3 anni nel pubblico impiego, a 62,1 anni tra i commercianti e a 61,1 anni nella gestione dei lavoratori dipendenti. L’asticella cala addirittura a 61,3 anni nel settore degli artigiani e sale leggermente da 60,9 a 61 anni in quella dei coltivatori diretti.

Con Quota 103 si riduce il numero delle uscite prima della soglia di vecchiaia ma non ancora l’età di decorrenza degli assegni anticipati . Che al 1° gennaio 2024 resta ferma a 62,3 anni nel pubblico impiego, scendendo da 62 a 61,8 anni nel caso degli uomini, e a 62,1 anni tra i commercianti. L’asticella addirittura cala a 61,3 anni nel settore degli artigiani e sale leggermente da 60,9 a 61 anni nella gestione dei coltivatori diretti, mentre rimane stabile a 61,1 anni in quella dei lavoratori dipendenti.

È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio dell’Inps sui flussi di pensionamento. Dati che arrivano dopo le indicazioni contenute nell’undicesimo rapporto di “Itinerari previdenziali” in cui si evidenzia che nel 2022, anno del passaggio da Quota 100 a Quota 102, l’età media effettiva alla decorrenza per la pensione di anzianità anticipata si era ridotta a 61,6 anni per gli uomini e 61,2 anni per le donne.

Nel 2023 nel pubblico impiego l’introduzione di Quota 103 (uscite con almeno 62 anni d’età e 41 di contribuzione), che da quest’anno è vincolata al ricalcolo contributivo del trattamento e a un tetto per l’importo dell’assegno, non ha fatto scendere l’età di decorrenza degli assegni anticipati, che è rimasta ferma al livello del 2022: 62,3 anni. Per gli uomini la soglia è addirittura calata da 62 a 61,8 anni, mentre le lavoratrici pubbliche l’hanno vista salire da 62,6 a 63,7 anni. A rimanere invariata a 67,3 anni è stata anche l’età effettiva per i pensionamenti di vecchiaia.